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La regola delle 10.000 ore

Posted by Giorgio Tomassetti on 21:17 in , , ,

La regola delle 10.000 ore fu formulata per la prima volta in uno studio fatto dallo psicologo K. Anders Ericsson e due colleghi all'Accademia della Musica di Berlino. L'esperimento era nato con l'intento di scoprire se l'allenamento contava più del talento per un musicista.
Per prima cosa gli studiosi divisero gli studenti della classe di violino in tre gruppi: nel primo c'erano le star, cioè gli studenti con ottime potenzialità per diventare veri e propri professionisti; nel secondo gruppo c'erano quelli bravi, ma non troppo e, infine, nel terzo gruppo c'erano i ragazzi che non sembravano avere le abilità necessarie per diventare degli ottimi esecutori. Tutti i partecipanti avevano iniziato a suonare il violino più o meno alla stessa età, e cioè a cinque anni. Nei primi anni di studio ognuno di loro si era esercitato per circa due-tre ore alla settimana; ma all'età di otto anni, alcune differenze iniziarono ad emergere: alcuni ragazzi, infatti, avevano iniziato ad allenarsi per molte più ore rispetto ai loro colleghi. Questi ragazzi, scoprirono gli studiosi, erano quelli “destinati” a diventare i migliori esecutori della loro classe. Raggiunti i venti anni, infatti, questi ragazzi avevano totalizzato più di 10.000 ore di studio del proprio strumento; ed ecco confermata la regola delle 10.000 ore, che afferma che ognuno di noi ha bisogno di circa 10.000 di “allenamento” prima di diventare un cosiddetto “esperto del settore”.
Lo stesso fenomeno è stato poi riscontrato con un gruppo di pianisti, e questo ha permesso agli studiosi di affermare che quando un musicista possiede le abilità per diventare un ottimo esecutore, quello che fa la differenza è il numero di ore che lui/lei passa ad allenarsi al proprio strumento.
Questo concetto è stato poi ampliato con ulteriori esperimenti e con ulteriori studi e si è scoperto che, quelli che Malcolm Gladwell definisce “outliers” nel suo ultimo libro (in questo caso i musicisti che sono diventati i migliori della classe) sono diventati tali dopo aver totalizzato un numero di ore di allenamento di circa 10000 ore.
Gladwell ripercorre anche la vita di Bill Gates per evidenziare gli eventi che lo hanno portato al successo. Ecco qui i fattori che hanno permesso a Gates di diventare un outlier per eccellenza:
  1. Gates ha frequentato il Lakeside College dove nel 1968 c'era uno dei primi time-sharing terminal, che gli studenti potevano usare dietro pagamento, e i genitori di Gates potevano permettersi di pagare
  2. uno dei genitori della scuola ha chiesto a Gates di lavorare per la C-Cubed, che aveva bisogno di qualcuno per contollare del codice nei weekend.
  3. Gates ha scoperto l'esistenza dell'ISI, e l'ISI aveva bisogno di qualcuno.
  4. Gates viveva molto vicino all'università di Washington, e l'università dava la possibilità di usare i computer gratuitamente dalle 3 alle 6 di notte.
  5. la TRW ha chiesto a Gates di lavorare con loro
  6. Lakeside ha dato la possibilità a Bill di scrivere codice
  7. Gates ha quindi avuto la possibilità di accumulare le sue 10.000 ore di allenamento scrivendo codice prima di lasciare Harvand per fondare la sua azienda di computer. Egli aveva quindi l'esperienza necessaria per avere successo.

Ecco qui un video in cui Malcolm Gladwell spiega il suo ultimo libro Outliers:


Questo è il libro in italiano:



Foto di: Somewhat Frank

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